……..
Mi si ruppe lo sguardo
infranto come il vetro.
Il parallasse sopra il cervello
si piegò come un uncino
e quando la polvere delle sue scarpe
si battè a terra come la pioggia,
io, cauto,
da dietro il vecchietto che mi passò veloce,
raccolsi da terra il senso del vuoto
e l’agire impudente.
Bruciava come una lama tagliente
e puzzava di mille corpi o più.
| Print article | This entry was posted by admin on 15 aprile 2009 at 14:41, and is filed under Writing. Follow any responses to this post through RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |